Il Tribunale di Milano, con ordinanza del 15 giugno 2018, è tornato ad affrontare il tema del preavviso di segnalazione presso le banche dati ex art. 125, III comma T.U.B., in particolare con riferimento agli eventuali adempimenti post operazioni di cartolarizzazione dei crediti.

I fatti.

Con ricorso ex art. 700 C.p.c., il ricorrente deduceva l’illegittimità di una segnalazione pregiudizievole reiterata dalla nuova titolare del credito, società veicolo patrocinata dagli Avvocati Raffaele Zurlo ed Andrea Ornati dello Studio Ius Civile, in quanto non sarebbe stata preceduta da un adeguato preavviso e quindi, effettuata, in violazione della circolare n. 139/91 della Banca d’Italia. Deduceva altresì il ricorrente che, la medesima segnalazione, non era preceduta dalla necessaria valutazione della situazione patrimoniale complessiva del debitore.

La decisione.

Il Tribunale di Milano, conformandosi alla giurisprudenza maggioritaria degli ultimi anni sul punto, ha rigettato la doglianza precedentemente evidenziata.

Secondo il Giudice Meneghino, infatti, le istruzioni della Banca d’Italia di cui alla circolare n. 139 del 11 febbraio 1991 prevedono, al Capitolo I Sezione 1 paragrafo 4, che gli intermediari debbano informare per iscritto il cliente (e gli eventuali coobbligati) in occasione della “prima” segnalazione a sofferenza.

Infatti, se il cliente è un consumatore, le istruzioni ribadiscono che, ai sensi dell’art. 125 comma 3 T.U.B., il medesimo vada informato preventivamente quando, “per la prima volta”, viene classificato negativamente, ossia quando si evidenzia un inadempimento persistente o una sofferenza; tale informativa deve essere preventiva, ossia deve essere trasmessa prima dell’invio della segnalazione negativa.

Ne consegue, pertanto, che in caso di cessione di un credito a sofferenza, il cessionario intermediario che è tenuto obbligatoriamente a procedere alla segnalazione non deve nuovamente informare il cliente, consumatore o meno che sia.